La città

LA CITTA' FONDATA DA FEDERICO II DI SVEVIA

Il territorio di Altamura è ricco di testimonianze del popolamento umano dell’età paleolitica, dell’età neolitica e dell’età del bronzo, periodo al quale si ascrivono le tracce più antiche, per quanto riguarda l’ambito urbano. Alla prima età del ferro si datano raggruppamenti di capanne, che preludono alla città peuceta, difesa dalla doppia cinta delle mura megalitiche (V-IV sec. a.C.).

Dopo più di un millennio di abbandono, nel 1243 Federico II di Svevia fondò Altamura sull’acropoli della città antica, popolando la città attraverso la concessione di agevolazioni fiscali.

Alla fine del XIII secolo, Sparano da Bari signore della città sistemò la cinta urbica, che racchiude l’attuale centro storico, ricco di chiese e palazzi nobiliari.

Nel 1542 Ottavio Farnese divenne signore della città, la quale conobbe un’epoca di floridezza economica, culturale e artistica. La signoria dei Farnese durò fino al 1731, quando il feudo passò per via materna a Carlo di Borbone, che sarebbe divenuto re di Napoli dal 1734. Costui autorizzò l’istituzione di una Regia Università, che ebbe vita dal 1748 al 1811. Nel 1799 Altamura aderì alla Repubblica partenopea, subendo dopo una strenua resistenza il saccheggio delle truppe sanfediste, guidate dal cardinale Fabrizio Ruffo.

L'altopiano

L’ALTOPIANO CALCAREO MODELLATO DAL CARSISMO

Il territorio di Altamura si estende sull’altopiano calcareo delle Murge, costituito da rocce carbonatiche di età cretacica, caratterizzato dal fenomeno del carsismo. Il paesaggio è stato modellato da una lunga erosione, determinata soprattutto dall’azione delle acque meteoriche atte, grazie al contenuto di anidride carbonica, a sciogliere il carbonato di calcio. Esempi di morfologia carsica sono le doline, le lame, le gravi, gli inghiottitoi, i pozzi e le grotte, queste ultime spesso frequentate dall’uomo in epoca preistorica e storica. L’Alta Murgia, apparentemente aspra e inospitale, rappresenta un ecosistema ambientale molto particolare, in quanto costituisce l’ultimo esempio di pseudo steppa mediterranea dell’Italia peninsulare e uno dei più importanti del Mediterraneo. Nelle distese rocciose e cespugliose, nelle garighe, nelle steppe a graminacee, negli ormai rari lembi boscosi di querce sono presenti circa 1500 specie vegetali, tra cui spiccano le tante varietà di orchidee selvatiche.

Sull’Alta Murgia vi sono circa 80 specie nidificanti di uccelli. Nel folto gruppo dei rapaci si segnala l’unica popolazione nidificante del grillaio (Falco naumanni) nell’Italia peninsulare. Numerose masserie, iazzi, tratturi, muretti a secco, specchie connotano questo territorio, che con le sue peculiarità paesaggistiche, floristiche e faunistiche, è diventato il Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

I sapori

SAPORI DELL’ALTA MURGIA

La cucina tipica è caratterizzata da numerose piante ed erbe spontanee, cui si aggiunge il prelibato fungo cardoncello (Pleurotus eryngii). Dalla tradizione cerealicola provengono l’ottimo pane, le focacce, i taralli e le paste fresche. Dalla tradizione zootecnica derivano i prodotti caseari come la ricotta, i bocconcini, le trecce, le scamorze, lo scamorzone, il formaggio pecorino e i piatti a base di carne ovina, quali l’agnello arrostito alla brace, il cutturidde (lesso di agnello ed erbe selvatiche), la pecora alla rezzaule (cotta molto lentamente, con verdure ed erbe aromatiche, in un recipiente di terra cotta in forno a legna), i gnumurérre (involtini di animelle e interiora d’agnello cotti alla brace), il salame e la salsiccia di carne di maiale, lavorate ‘a punta di coltello’. Tra i dolci si segnalano i sospiri, i dolci di pasta di mandorle, i mustazzéle (dolcetti a base di vincotto di fichi o uva).

Oggetto di crescente interesse da parte dei consumatori è il famoso pane di Altamura che ha ottenuto il riconoscimento europeo della D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta). Le varietà pregiate dei grani duri, coltivate nel territorio della Murgia occidentale e lavorate secondo metodi tradizionali nei molini locali, forniscono la semola rimacinata, ingrediente fondamentale del pane di Altamura assieme al lievito madre, al sale marino, all’acqua. Il pane, nelle numerose forme tipiche, è cotto negli antichi forni alimentati con legna di quercia e nei moderni forni meccanici.

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